Creare un piano editoriale social è semplice con questi 5 consigli

Sommario

Esserci o non esserci?  Per una qualsiasi azienda, la definizione della propria strategia di marketing digitale è sempre un momento importante e il piano editoriale social ne è una parte cruciale.

Ma è davvero necessario comunicare attraverso i social? La risposta è semplice: sì, se sai come farlo.

Un buon piano editoriale aiuta a promuovere il proprio marchio, a costruire relazioni con i clienti (sia nella fase della vendita di un prodotto/servizio, sia nella fase di assistenza post-vendita), e, infine, aumenta anche la visibilità online.

Sempre più spesso, infatti, i social network rappresentano il primo punto di incontro con i propri clienti.

Sottovalutare la costruzione e l’ideazione di un piano editoriale social rischia di essere la causa di opportunità mancate o non afferrate al momento giusto, anche all'interno di un contesto di inbound marketing. Ecco alcuni consigli per creare un piano editoriale social semplice, curato ed efficace.

1 – DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI

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Prima del come, c’è il cosa.

Vogliamo promuovere un nuovo prodotto che riteniamo innovativo o vogliamo semplicemente promuovere il nostro brand? Vogliamo restare in contatto con tutti i nostri clienti per fidelizzarli o vogliamo cercarne di nuovi e aumentare il nostro database (lead-generation)?

La definizione degli obiettivi è necessariamente il primo passo, perché proprio dalle decisioni che verranno prese in questo momento si potranno valutare i risultati del nostro piano editoriale social e a mantenere il focus e la concentrazione sui messaggi principali, senza inutili dispersioni di tempo ed energia.

2 – A CHI STIAMO PARLANDO

Siamo sicuri di conoscere i nostri clienti?

Se decidiamo di “parlare ad un pubblico di giovanissimi”, sappiamo dire quali siano i loro principali interessi e gusti? Se, invece, considerassimo di indirizzare il nostro piano editoriale verso la fascia di persone over 65, sapremmo dire quali siano i canali di comunicazione che utilizzano di più?

Bene, questo è un secondo passo fondamentale: studiare e conoscere il proprio interlocutore (presunto o desiderato), il proprio pubblico.

Come si fa? Molti sono gli strumenti che si possono utilizzare: sondaggi, ricerche di mercato, analisi dei dati che sono già in possesso dell’azienda. L’obiettivo è riuscire a profilare nel migliore dei modi il nostro “destinatario”

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3 – QUALI CANALI SOCIAL SCEGLIERE

“Ma tik-tok dobbiamo farlo? Ma lì non fanno solo i balletti?”

La scelta dei canali social dipende moltissimo dal pubblico che abbiamo scelto come interlocutore o dall’audience che vorremmo raggiungere.

A priori, nessun social “è morto” in assoluto (vero Facebook?) e nessun social è troppo caotico per fare pubblicità (qualcuno ha detto TikTok?).

Se avete affrontato i primi due consigli che vi abbiamo dato con pazienza e in modo oculato, la decisione su quali canali social prendere seriamente in considerazione è una conseguenza naturale. Soprattutto, non lasciatevi influenzare dai commenti di presunti esperti di social che sulla base di nessuno studio della vostra azienda e del vostro messaggio, azzardano sentenze come: “Vuoi aprire un account Linkedin aziendale? Ma lascia perdere, Linkedin e Facebook sono falliti. Ascoltami, ancora ancora c’è speranza per Instagram, anche se ormai è solo pubblicità. Fai TikTok, crescerai esponenzialmente subito”.

Non ci sono social network che “non funzionano più”, ci sono solo messaggi con timing o target sbagliati.

4 – CREA UN CALENDARIO EDITORIALE IN ANTICIPO

Definiti obiettivi, target e canali, è il momento di creare un calendario editoriale.

Sappiamo benissimo che imprevisti, altri lavori e notizie dell’ultimo secondo possono far variare una pianificazione, ma l’ideale sarebbe creare un piano editoriale in largo anticipo. Sapere cosa e quando pubblicare, aiuta a gestire meglio sia il messaggio stesso, sia possibili contrattempi dell'ultimo secondo.

Per quanto riguarda la struttura, cerca di delineare un calendario editoriale per ogni canale social scelto, trova un tone of voice e declinalo in base anche alle esigenze della giornata e della piattaforma prescelta. Soprattutto, ricerca un equilibrio tra i contenuti promozionali (i tuoi prodotti, i tuoi nuovi servizi) e i contenuti che veicolano un valore verso il tuo pubblico (analisi di problemi e possibili soluzioni, spiegazione di determinati fenomeni, approfondimenti su tematiche vicine alla tua azienda). Anche i contenuti promozionali che spingono un prodotto in modo diretto possono comunque contenere informazioni precise e interessanti per il tuo pubblico.

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Struttura il tuo piano editoriale con varie rubriche che possano distinguersi sia da un punto di vista del contenuto, sia da quello grafico e di copy. Le rubriche creano varietà e freschezza in un piano editoriale.
Alterna contenuti video, ad immagini statiche, illutrazioni e infografiche per gli approfondimenti, a gallerie di immagini di un evento live. Aspetta un secondo: ma hai mai pensato di aprire anche un blog aziendale? Potrebbe rivelarsi una scelta vincente, anche da un punto di vista di risparmio di tempo sul piano editoriale social...

5 – ANALIZZA I RISULTATI

Un piano editoriale social non finisce quando clicchiamo il tasto pubblica, ma quando iniziamo a ideare e strutturare il piano editoriale del mese successivo (o del trimestre, a seconda della scelta di programmazione).

L’analisi di quello che abbiamo pubblicato sui vari canali social è (di nuovo) un momento importante e fondamentale. Cosa ci eravamo prefissati? Cosa abbiamo ottenuto?

Se il nostro obiettivo erano clic, like e commenti, perchè abbiamo creato e postato soprattutto contenuti video (che solitamente generano più visualizzazioni)? 

Scegliere i KPI (Key Performance Indicators) e valutare i propri risultati soprattutto in base alle scelte fatte, ci consentirà di vedere in anticipo anche quali potranno essere gli accorgimenti futuri per inidirizzare meglio la comunicazione.

Che aspetti? Inizia già da adesso a valutare in modo coerente e preciso quale potrà essere il piano editorial social più efficace per la tua azienda. E se hai ancora dubbi, noi siamo qui, contattaci!

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cri copia Filippo Ronca

Scrivo, perché se dovessi parlare potrei ferire qualcuno con il mio accento bresciano. Vorrei dire che ho studiato Giornalismo, ma poi quelli che l’hanno studiato davvero, alla Scuola di Giornalismo intendo, si arrabbierebbero. Allora vorrei dire che ho studiato Lettere e Filosofia, ma poi i letterati e i filosofi, apriti cielo, “Non sei uno di noi!” e avrebbero ragione, per carità. Allora vorrei dire semplicemente che mi sono laureato, ma anche qui, quelli che hanno studiato cinque, sei, dieci anni mi direbbero “E la chiami laurea quella?”. Allora, per non far arrabbiare nessuno, dico semplicemente che ho studiato, sì, qualcosa ho studiato. E nessuno può arrabbiarsi, nemmeno le professoresse e i professori che ho avuto al liceo, perché loro mi han già bocciato un anno, quindi, in caso di rabbia, siamo già pari. Poi, io, ti dico, mi piace anche Parigi, Venezia di notte, il cinema che c’è la stanza tutta al buio come una magia, i portici, le caramelle del mercato, un libro qualunque di Gustav Stiksen (ammesso che ne abbia mai pubblicato uno) e l’Arte Concettuale, che non ci capisco nulla, poi mi sembra di capire tutto, e invece no, non ci capisco nulla. Che poi io ho detto all’inizio che scrivo, ma, ad esempio, la punteggiatura. La uso. A caso; è un problema, lo capite!